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Bagolaro

IL PANDOLCE CREATO IN OMAGGIO AI PRODOTTI DEL TERRITORIO

I motivi che hanno reso nota Montalenghe nella mappa del Canavese sono architettonici , la famosa stalla I-RUR voluta da Adriano Olivetti, e paesaggistici, il cedro del Libano tra i più grandi in Italia ed ora è ancora un nome vegetale che promette fama: il Bagolaro.
Dietro il nome dell’albero spontaneo tipico della zona, si rivela però l’ultima specialità creata dalla Cremeria Naretti, il luogo che da più di trent’anni rende veramente nota e frequentata Montalenghe in tutta la zona.
L’estro delle pasticcere Rosanna e Clara Zucco, ha aggiunto in questi giorni alla serie di torte e pasticcini e alla premiatissima panna montata, il Pandolce Bagolaro.
Il pandolce nasce nella tradizione italiana della pasticceria famigliare e trova declinazioni diverse a seconda delle tipicità regionali.

Paolo Capello, recentemente entrato a far parte della Cremeria Naretti, ha svolto una ricerca di materie prime tipiche del territorio per elaborare la ricetta del Pandolce canavesano Bagolaro, che ora propone in una pasta deliziosamente soffice che lascia emergere il profumo dell’Erbaluce di Caluso Passito o del Ratafià di Andorno, il sapore deciso del fico o delle ciliege e il croccante delle noci tostate o delle nocciole Gentile Piemonte.
Da accompagnare ai pranzi e alle merende famigliari per tutto l’anno, Bagolaro in due varianti è venduto in confezioni da 500 gr. e si può servire utilizzando il contenitore in legno utilizzato per la cottura.
Il nome Bagolaro – marchio registrato – è stato scelto per le caratteristiche a noi affini della omonima pianta autoctona umile e onnipresente nei nostri boschi, forte e tenace, capace di radicare e crescere su terreni difficili e utilizzata per produrre utensili per la quotidianità.

Bagolaro ai Fichi

Bagolaro alle Ciliegie

GLI INGREDIENTI

Una miscela di elementi genuini del territorio canavesano.
Impastato artigianalmente con farina.. fichi, amarene e miele; l’Erbaluce di Caluso Passito, il ratafià di Andorno. Ogni dolce è cotto nel vassoio di legno in cui è presentato, ulteriore garanzia di genuinità dell’intero ciclo produttivo.

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